Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:20:57

38enne arrestato «Sono il fratello di Corona, lasciatemi in pace»


CORONA: ESPATRIATO IN AUTO VERSO FRANCIA, POI SCOMPARSO

Corona fa scuola. Citarne il nome può aiutare ad evitare l’arresto?

«Sono il fratello di Corona, lasciatemi in pace».

Questa è sta l’incredibile affermazione di un 38enne, nativo della Sicilia ma residente a Mestre, svegliato dal poliziotto di una pattuglia del 113 mentre dormiva all’interno della sua Alfa 156 parcheggiata su un marciapiede della Castellana. L’uomo è stato immediatamente denunciato dalla polizia del luogo per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale oltre che porto illegale di oggetti atti a offendere.

L’uomo, sulla cui fedina penale faceva già mostra di se un precedente per guida in stato di ebbrezza, non ha retto l’intervento degli agenti, al punto di rigettare la richiesta di fornire le proprie generalità. «Sono il fratello di Corona» ha replicato, comprovando, con assoluta certezza, di essere aggiornato degli ultimi e interessanti fatti di cronaca capitati al re dei paparazzi. Il 38enne, non ancora soddisfatto, li ha anche offesi profondamente giungendo al punto di minacciarli.

Nel suo giubbotto i poliziotti hanno rinvenuto un pezzo di alluminio trasformato in modo da ottenere una lama di circa 23 centimetri, virtualmente offensivo. L’auto, è stata immediatamente sequestrata.

Appare molto strano vedere che in Italia, molte delle vicende più curiose e anche discutibili, spesso e volentieri siano riconducibili alla televisione. Non può di certo essere soltanto una coincidenza se, molte persone, vedono in Fabrizio Corona un modello da seguire e, ancora di più, un nome in grado di “allontanare” l’intervento della polizia. Desta sempre più clamore, infatti, capire quali sono i limiti di una decenza che, almeno nel nostro paese, appare perduta.



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