Domenica, 30 aprile 2017 - ORE:14:47

Amanda Knox Choc: “ho ballato davanti al cadavere di Mez”


amanda knox

Waiting to Be Heard (letteralmente: in attesa di essere ascoltata). È questo il titolo del libro di memorie scritto da Amanda Knox, la ragazza americana ora 25enne indagata per aver ucciso, insieme al compagno Raffaele Sollecito, la sua coinquilina nella casa di Perugia Meredith Kercher. La Knox, come anche Sollecito, si è sempre dichiarata innocente e la giustizia italiana le ha dato ragione fino al secondo grado del processo. La Cassazione, infatti, a marzo ha annullato l’assoluzione per i due giovani, facendo praticamente ripartire il processo. Amanda ora si trova negli Stati Uniti dove sta pubblicizzando l’uscita del libro che le è già valso un assegno dall’editore di 4 milioni di euro come anticipo.

Amanda Knox, un nome che adesso vuol significare solo depravazione e violenza

“Durante i rilievi della polizia nella stanza di Mez per calmarmi accennai un balletto”: è questa una delle rivelazioni contenute nel memoriale di Amanda. “Indossai guanti e calzini protettivi – spiega la giovane – e mi misi a cantare, muovendo le braccia come in un musicale; è stato un tentativo per allentare la tensione perché tutto era così surreale e terribile”.
La Knox nel libro ripercorre tutta la vicenda, a partire dalla notte dell’omicidio di Meredith: “Ero a casa mia con Raffaele: fumavamo marijuana e suonavamo con la chitarra le canzoni dei Beatles, fino a quando non decidemmo di andare a casa di Raffaele, dove ci siamo visti il film ‘Amelie’. In seguito ho letto ad alta voce il libro Harry Potter in tedesco”.

Il periodo in carcere non è servito a molto

Amanda parla poi del periodo in carcere: “Dopo l’arresto chiesi di fare una telefonata ma il poliziotto mi guardò come se avessi chiesto caviale e prosecco. Nei 12 mesi dopo la condanna mi resi conto che sentirsi vittima non sarebbe servito a niente. In carcere era pieno di detenute che incolpavano gli altri per le loro sventure, vivendo così esistenze passive piene di rancore. Io decisi di non essere così. In questo modo riuscì a rialzarmi dal buco nero nel quale ero sprofondata. Promisi a me stessa che mi sarei amata e varei vissuto ogni attimo in carcere con grande dignità”.
La Knox racconta anche dell’interrogatorio nel quale accusò l’innocente Patrick Lumumba: “Ero confusa, stanca e terrorizzata dopo ore d’interrogatorio in cui l’agente mi aveva anche presa a schiaffi”.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
Pubblicato da:
Tempo stimato di lettura: 2 minutes, 45 seconds
Scrivi la tua opinione


  • Ti potrebbe interessare

  • Link che ci piacciono

    Copy to clipboard Update my DFP setup
  • Leggi qui

  • Consigliato

Eccetto dove diversamente indicato, i contenuti di Studionews24 sono rilasciati sotto Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License. Tutti i contenuti di Studionews24 possono quindi essere utilizzati a patto di citare sempre studionews24.com come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a www.studionews24.com oppure alla pagina dell'articolo. In nessun caso i contenuti di Studionews24.com possono essere utilizzati per scopi commerciali. Eventuali permessi ulteriori relativi all'utilizzo dei contenuti pubblicati possono essere richiesti a info@studionews24.com.