Giovedi, 27 luglio 2017 - ORE:22:52

Bologna: Laurea Napolitano, scontri nel centro tra studenti e polizia


E’ iniziato tutto con un minuto di silenzio in memoria di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della repubblica, morto ieri notte a seguito di un malore. Napolitano poi si è apprestato a ricevere la laurea ad honorem in Scienze Internazionali nell’alula magna dell’Università di Bologna. La cerimonia si è svolta secondo consuetudine con i discorsi dei presidi delle facoltà e le motivazioni del conferimento della laurea al Capo dello Stato. Tra queste spicca maggiormente l’impegno dimostrato dal Presidente della Repubblica nello “sviluppo della cultura europea e al superamento degli steccati ideologici e il merito di aver contribuito a trasformare lo storico “Partito Comunista Italiano nella direzione della sinistra europea”.

Giorgio Napolitano ha concluso con un discorso in difesa della politica e contro ogni tipo di violenza: “Metto in guardia contro la pericolosità di reazioni a qualsiasi provvedimento che vadano al di là di richieste di ascolto e confronto, e anche di proteste nel rispetto della legalità, per sfociare nel ribellismo e in violenze inammissibili”.

Fuori dalla struttura, però, l’animo di molti studenti non si dimostrava decisamente in linea alle decisioni prese dall’Ateneo. Un corteo di Indignati si è infatti mosso da Piazza Verdi, centro studentesco per eccellenza di Bologna, in direzione del cordone di polizia posto a difesa in via Poeti per evitare che nessuno si avvicinasse all’Aula Magna di Santa Lucia. Lo scontro è avvenuto tramite lanci di uova e sacchi di immondizia da parte dei manifestanti e cariche di alleggerimento della Polizia. Gli esponenti del movimento di protesta chiamato Occupy Bologna, hanno ribadito i motivi del dissenso: il futuro della maggior parte dei ragazzi che studiano qui è precario, Napolitano non può sottrarsi dalle logiche politiche che anche lui ha contribuito a difendere. Gli striscioni contengono slogan come “Presidente Napolitano, la laurea te la diamo noi oggi”, oppure “Profumo d’austerity”, riferendosi anche alla presenza del ministro in città.

Ma a protestare ci sono anche i centri sociali di Tpo e il collettivo Sadir, in reazione a quello che è successo nella settimana scorsa, ovvero ai ben 26 arresti conseguiti dalla Digos di Torino nei confronti degli attivisti presenti nella passata estate agli scontri in Val di Susa contro la polizia per il blocco dei lavori del Tav. Inoltre, trai i 40 provvedimenti di custodia cautelare emessi è presente anche un giovane di Bologna, collegato al centro sociale Tpo, da qui il motivo dei tafferugli odierni .

Negli scontri anche un giornalista de la Repubblica sembra esser stato coinvolto, con una manganellata da parte della polizia.

Gli studenti sono poi riusciti a raggiungere le aule di Via Zamboni e a lasciare sacchi di spazzatura nello studio del Rettore. Il messaggio che è passato dai manifestanti è stato questo: “Lasciamo questi sacchi qui per dire che le nostre lauree non valgono niente. Sono carta straccia”



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