Martedi, 21 febbraio 2017 - ORE:08:27

Condanna in 1° grado a sette componenti della commissione Grandi Rischi


Il Diritto si è fatto carico della Volontà Popolare?

Abbiamo assistito a feroci discussioni sull’attendibilità degli studi sismologici, sembrava ormai assodato che non si potesse utilizzare alcuna legge scientifica per stabilire quando ci sarà un terremoto, dove avrà epicentro, con quale intensità si sprigionerà.

Il 22 ottobre 2012 la giurisprudenza ha dichiarato, in primo grado (certamente bisogna aspettarsi un sequel in appello), che chi poteva avvisare gli abruzzesi e impedire quella strage e non lo ha fatto si è macchiato di omissione, questi hanno causato colposamente le morti di quel giorno.

Non essendoci effettivamente alcuna legge scientifica conosciuta alla quale i terremoti si confacciano, su che basi il giudice aquilano ha sentenziato e condannato i 7 per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose? Entro 90 giorni dovranno essere depositate le motivazioni della sentenza, per ciò mi riservo di tornare in futuro sull’argomento. In tanti, in primis le istituzioni vecchie e nuove, si sono dichiarati increduli dinanzi alla sentenza, definita “strana” da Schifani.

E’ risaputo che il diritto non è certezza, ma addirittura definirlo strano… E’ strano ciò che è estraneo, non conosciuto ed ecco perchè i più premurosi riservano i commenti a dopo il deposito delle motivazioni; senza queste la sentenza non può che essere strana.

Non bisogna fare un grosso sforzo di memoria per ricordare che dal disastro ad oggi il popolo aquilano, per lo meno la versione televisiva e giornalistica di questo (perchè non si può certo fare di tutta l’erba un fascio), ha sempre guardato di sbieco quegli esperti e lo stesso Capo della Protezione civile dell’epoca, Bertolaso, che si accanirono in malo modo su Giampaolo Giuliani, il ricercatore che previde il terremoto (anche se sbagliò sul tempo in cui si sarebbe dovuto registrare il sisma); allora viene da chiedersi se il giudice dell’Aquila non si sia fatto carico della volontà del popolo di dimostrare la responsabilità della Commissione Grandi Rischi ed abbia usato la statistica, non d’aiuto alla giustizia, per dichiarare che gli esperti potevano e dovevano sapere, invece che utilizzare una teoria probabilistica, nota al diritto ma che avrebbe scagionato gli imputati.

Il giudice avrà pensato che quel sisma fosse statisticamente possibile e che quindi gli esperti dovevano, dall’alto della loro esperienza, interpretarne un previsione? Per questo attendiamo le motivazioni alla sentenza.
Resta solo da dire che la statistica non è scienza; come disse lo scrittore Americano Charles Bukowski:

«Non mi fido molto delle statistiche, perchè un uomo con la testa nel forno acceso ed i piedi nel congelatore, statisticamente ha una temperatura media».



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