Domenica, 19 novembre 2017 - ORE:08:02

Delitto di Udine, le ragazzine: “Era come giocare a Gta”


delitto di udine

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Le due ragazzine erano senza soldi «e al capotreno del Venezia-Trieste abbiamo detto che erano fuggite da casa e che eravamo andate a prenderle, per riportarle dai genitori, così non ha fatto pagare loro il biglietto; davvero erano senza un euro in tasca», proseguono i due ragazzi. In stazione a Mestre, secondo quanto riferito nell’intervista televisiva, le due minorenni «raccontavano la loro avventura come in preda a una strana euforia e, più di una volta, una delle due ha detto che le era sembrato di vivere come nel GTA».Il videogame, molto famoso tra i giovanissimi, presenta tra gli altri un personaggio che uccide, fugge in auto, ruba denaro, spacca tutto quello che trova sul suo percorso.

Troppi punti oscuri

Dopo nuovi controlli spuntano nuovi punti oscuri nel racconto delle due ragazze. Le due avrebbero usato una carta bancaria intestata all’ex ferroviere per prelevare del denaro. La circostanza è emersa da una serie di controlli fatti dagli investigatori. Le indagini stanno cercando di chiarire come le due ragazze avessero il codice della carta.

L’autopsia chiarirà molte cose

Intanto si è conclusa l’autopsia eseguita dal medico legale Carlo Moreschi sul corpo di Sacher. «Ho riferito l’esito al pm De Grassi», si è limitato a dire il medico all’uscita dalla cella mortuaria. L’esame, a cui hanno partecipato anche i due consulenti delle difese, Giovanni Castaldo e Vincenzo De Leo, è durato circa tre ore. «Nei prossimi giorni effettueremo ulteriori analisi tossicologiche e istologiche – ha aggiunto Moreschi – calcolando in non meno di 30 giorni il termine entro cui si potranno avere indicazioni più precise». Quello che tuttavia sarebbe certo è che la morte dell’uomo non è avvenuta per cause naturali.

Si cerca nel Facebook delle ragazza

Si cerca di chiarire in ogni modo la dinamica dell’omicidio. Anche perché gli inquirenti sarebbero scettici sul tentativo di stupro. Le due, infatti, avrebbero reagito a una violenza. E il racconto sarebbe molto confuso anche nella dinamica. Gli investigatori hanno sequestrato le pagine Facebook usate dalle giovani. Con ogni probabilità verrà nominato un consulente incaricato di analizzare le caselle delle due ragazzine alla ricerca di indizi utili per ricostruire la vicenda, almeno nei suoi contorni. Da quanto si è appreso, almeno una delle due ragazze avrebbe usato il social network con grande assiduità; meno l’altra. Gli investigatori ritengono che le due adolescenti possano aver affidato al loro diario online pensieri e confidenze utili alle indagini.



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