Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:22:32

Francesco Furchi: sarà processo immediato


francesco furchi

Francesco Furchì sarà processato il prossimo 8 maggio. Per lui il Tribunale ha deciso di procedere con il giudizio immediato. Lo ha chiesto il pm, Roberto Furlan sulla base delle carte già presentate dall’accusa al gip e al Tribunale del Riesame.

Un processo in grande stile

Il giudice Massimo Scarabello ha motivato il decreto in diciotto pagine, in cui riprende il filo conduttore dell’indagine condotta dagli investigatori della sezione Omicidi della squadra mobile. E l’avvocato Gianpaolo Zancan, che tutela gli interessi dei familiari di Alberto Musy, spara a zero contro le persone che hanno «ritardato o impedito lo svolgimento delle indagini con i loro comportamenti, faremo in modo di perseguire i reati da loro commessi. Infine voglio elogiare il pm e la polizia per l’ottimo lavoro per identificare l’autore dell’aggressione contro il collega Alberto Musy».

Zancan ha un obiettivo preciso: inchiodare alle loro responsabilità chi, per esempio riconoscendo il killer dai video pubblicati dai media, ha preferito tacere per mesi senza rivelare all’autorità giudiziaria sospetti o anche solo sensazioni. Sarà uno degli aspetti più controversi di un processo chi preannuncia foriero di guai ma solo per il presidente dell’Associazione Magna Grecia.

La perizia sarà decisiva

Di nuovo, nel decreto, c’è poco. C’è una perizia sull’andatura e sulle caratteristiche fisiche del presunto killer; la trascrizione di una conversazione in carcere tra Furchì e la sorella; le testimonianze di numerosi baristi del centro, vicini a via Garibaldi, sede dell’associazione e la casa di Musì. È emerso che tutte le testimonianze sembrerebbero concordi: tra le 7,30 e le 8,30 del 21 marzo 2012, il giorno in cui avvenne l’agguato, Furchì, in quei bar, non si fece vedere, né da solo, né in compagnia di altri. Nessuna traccia, dunque, di un alibi che possa in qualche modo ribaltare le tesi del pm.

I bar sotto controllo sono il «Norman», il «Lavazza», lo «Shangri La», «Gastronomia del gusto» e altri locali del centro. I testi sono stati sentiti anche in relazione all’abbigliamento con cui Furchì si presentava, spesso, in questi locali, soprattutto nella fascia oraria al centro delle indagini. Ogni dettaglio è prezioso, dal tipo di guanti da motociclista («Troppi piccoli per me – si era difeso Furchì – ho le mani grosse, quelli sono da donna»), sino al trench verde o grigio scuro indossato dal killer.



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