Martedi, 26 settembre 2017 - ORE:16:37

La terra trema al Sud Italia


la terra trema

La terra trema in un luogo relativamente lontano dall’Emilia e dall’Abruzzo, dove ancora sono vivi gli effetti di quei due eventi devastanti, accaduti nell’arco di soli 3 anni. Mostri di cemento e ferro sventrati, cedimenti improvvisi di palazzi ritenuti solidi ed idonei al pubblico… non sono questi, per fortuna, i dati del terremoto che ha colpito il Parco Nazionale del Pollino e le città che lo circondano e abitano. Ma anni di immagini terrificanti delle esperienze del nord e centro Italia hanno, lo stesso, guastato le notti dei cittadini da poco colpiti dalla scossa.

Da 2 anni a questa parte si sono susseguiti, in questi luoghi, più di 2000 movimenti tellurici di lieve e media intensità. Si potrebbe dire che c’era da aspettarselo un evento più forte e così è stato.
Non la “pubblicità terrore”, che qualcuno insinuava che si stesse mettendo in atto, ma l’orecchio sensibile e temprato degli abitanti della Calabria Citeriore è stato a svegliare tutti al primo cenno di oscillazione. Il boato e la durata della scossa hanno fatto il resto in un crescendo di paura ed ansia repressi.

La macchina dei soccorsi non è dovuta intervenire, è stata trasformata nella macchina dei controlli. Scuole chiuse in tutto il territorio, gente per strada ad osservare i cornicioni semi cadenti di alcune case dei centri storici; tutti in attesa di conforto pubblico e ufficiale delle direzioni amministrative per quello che, dietro ai commenti facebook per ogni singola lieve scossa di questi due anni precedenti, tutti si aspettavano come il colpo di grazia all’Italia dell’agognata ripresa economica.

Già, perchè è così che forse appaiono questi eventi visti dalle “stanze dei bottoni”: gretti imprevisti che allungano le distanze del pareggio di bilancio… O forse no, in effetti qualcuno rise alla notizia dei crolli dell’Aquila…

Mormanno 26 ottobre, 01:05. Tutto prende ad oscillare bruscamente, le gente si riversa nelle strade buie; le linee elettriche sono saltate e in alcune zone rimarranno interrotte per alcune ore. Le crepe sono già evidenti su molti muri delle case, non solo a Mormanno, anche a Morano Calabro ed Altomonte; vengono colpiti principalmente i palazzi dei centri storici e in questo caso stiamo parlando di paesi che son interamente “centro storico”.

Vigili del fuoco, Protezione civile, Croce rossa, tutti in campo immediatamente. Un lavoro di controllo e prevenzione ininterrotto che presumibilmente durerà ancora. Alle 11:00 si riuniscono i Sindaci del territorio per discutere il da farsi insieme al Capo della Protezione civile Gabrielli.

Nelle stesse ore in ogni città del comprensorio le scuole sono chiuse e vengono controllati gli edifici pubblici. La giornata è proseguita tra controlli a tappeto, rassicurazioni e complimenti per la risposta immediata all’emergenza.

La terra trema ancora

Nella notte tra il 26 e il 27 sono state registrate altre scosse, la più forte di magnitudo 3,4.
Tutti in allerta, il vero pericolo potrebbe dover ancora arrivare; studiosi di sismologia e Gabrielli stesso invitano a non abbassare la guardia e a continuare il lavoro di prevenzione e solidarietà. Nelle notti successive alla scossa più forte, infatti, i sindaci di ogni cittadina interessata hanno predisposto palestre e altri locali idonei per accogliere chi volesse non rimanere a casa. Il calore meridionale fa da padrone a dispetto della pioggia e del freddo che si stanno abbattendo sul territorio del Parco del Pollino; nessuno si sente in ginocchio.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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