Martedi, 26 settembre 2017 - ORE:16:28

Mafia: maxi-sequestro della Guardia di Finanza


mafia

Un ingente patrimonio, costituito da società e complessi aziendali, beni immobili e disponibilità bancarie, per un valore di oltre 30 milioni di euro, è stato sequestrato dalla Guardia di finanza di Palermo, su richiesta della Procura del capoluogo siciliano, dalla Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, a carico degli eredi di un noto imprenditore agrigentino, morto nel 2009, risultato a suo tempo inserito in Cosa nostra.

Un sequestro fondamentale

Il sequestro è stato eseguito dal Nucleo di polizia tributaria di Palermo, sulla base delle risultanze investigative a carico dell’imprenditore, condannato in via definitiva nel 2007 per associazione mafiosa e considerato organico ai gruppi mafiosi dediti alla spartizione illecita degli appalti pubblici, alla corruzione ed al voto di scambio.

La struttura imprenditoriale alla quale l’uomo apparteneva, agiva infatti a vantaggio della cosca mafiosa nel controllo di importanti attività economiche nel settore degli inerti e del movimento terra, anche mediante l’imposizione del pagamento di somme di denaro a titolo di protezione.

Investimenti illeciti

I cospicui investimenti compiuti nel tempo dall’imprenditore e dai suoi eredi, sono stati ritenuti di provenienza illecita e comunque incompatibili rispetto alle fonti di reddito ufficiali ed alle attività economiche da loro svolte. Il sequestro ha interessato società e relativi complessi aziendali, attive nel settore della edilizia e della compravendita immobiliare, beni immobili, tra i quali un importante albergo ad Agrigento e disponibilità finanziarie.



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