Sabato, 29 aprile 2017 - ORE:23:24

Milano: Vigile spara e uccide un giovane sudamericano, la procura indaga


Sicuramente è sempre una grande responsabilità far parte delle forze dell’ordine. Bisogna comprendere sin dall’inizio in che tipo di situazione ci si andrà a cacciare. A volte gli uomini delle forze dell’ordine vengono giudicati come “eroi”, mentre a volte capita che siano puniti per gli eccessi al regolamento. Quello che sicuramente viene a galla, è un’incertezza alla base di come un autorità per mantenere l’ordine debba giudicare certe situazioni equivoche. Infatti non è il primo caso in cui un poliziotto, o un vigile o un carabiniere, vengono giudicati colpevoli di eccesso colposo in legittima difesa.

Si puo’ sempre pensare che, se non avessero fatto altrimenti, forse adesso non sarebbero qua vivi a parlare di questi spiacevoli eventi; ma come tutti sappiamo è impossibile dimostrare con assoluto rigore e certezza quello che è avvenuto o che poteva come minimo accadare, qualora il comportamento di un poliziotto o un vigile fosse stato differente. Sono sicuramente situazioni molto delicate, che richiedono anche un certo tipo comprensione. In fondo le forze dell’ordine fanno il proprio dovere, vale a dire mantenere pulita una città per garantire quella sicurezza, che ci fa dormire sogni tranquilli.

ll caso specifico che questa mattina ha acquisito molta risonanza mediatica è l’inseguimento avvenuto ieri pomeriggio a Milano, in cui è rimasto ucciso un giovane di 29 anni sudamericano con diversi precedenti penali.
Le fonti riportano che il giovane sia stato ucciso da uno dei vigili che lo inseguiva in via Crescenzago, nei pressi della zona periferica di Milano; la vittima era orginaria del Cile.
Ma cerchiamo di capire meglio come è iniziato l’inseguimento. L’episodio ha avuto inizio alle ore 15:00 di ieri pomeriggio. Due vigili in borghese, a bordo un’auto della municipale, ricevono una segnalazione di un rissa tra sudamericani nei pressi del Parco Lambro. Arrivati sul posto, i due agenti vedono sfrecciare una seat blu contromano. Intimano l’alt, ma la vettura non si ferma e procede continua a procedere contro mano. I vigili inseguono l’auto, fino a che i due conducenti della seat blu non decidono di fermarsi, scendere dall’auto e continuare la fuga a piedi.
Esattamente in questo istante avviene il fatto eclatante: Secondo le testiamonianze, uno dei due vigili avrebbe estratto la pistola mirando ad altezza uomo. Avrebbe in seguito aperto il fuoco, colpendo in pieno uno dei due sudamericani in fuga, Marcello Valentino Gomez Cortes.

A distanza di pochi minuti, giungono sul posto gli agenti della polizia di stato e i sanitari del 118; si prova invano a rianimare la vittima, trasportandola di urgenza in codice rosso all’ospedale San Raffaele di Milano. Il giovane però muore, poco dopo essere arrivato alla struttura medica.
L’agente ora è indagato per eccesso colposo in legittima difesa. Si attende il referto dell’autopsia per stabilire quali siano i fori di entrata e uscita dei proiettili che hanno attraversato il corpo del giovane sudamericano. Uno dei due proiettili infatti appartengono ad un arma sconosciuta; si suppone percui che a sparare uno dei due colpi sia stato il complice in fuga.

Non è il primo caso di cronaca nera, che vede coinvolti degli agenti a Milano. Ricordiamo l’evento del 12 gennaio in cui era rimasto ucciso l’agente Niccolò Savarino, investito da un suv guidato un nomade. Il 31 gennaio altri due vigili hanno rischiato la vita, dopo che due criminali avevano cercato di speronarli e investirli nei pressi di un quartiere periferico. Questa serie di allarmi sulla violenza ha generato inoltre grosse polemiche a livello politico. Si parla di nuove misure di sicurezza da mettere in atto, per prevenire che evnti di questo tipo accdano nuovamente.



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