Lunedi, 29 maggio 2017 - ORE:01:01

Sarah Scazzi, siamo ai titoli di coda


sarah scazzi

Sarah Scazzi è morta più di un anno fa, ancora oggi restano luci ed ombre su un delitto che ha appassionato molti alla ricerca di una verità ancora nascosta, i protagonisti della vicenda sembrano aver recitato un copione.

Il finale della storia è che Sarah Scazzi non c’è più, uccisa forse per gelosia, forse per una tragica fatalità, i protagonisti di questa storia li conosciamo tutti, in prima battuta Michele Misseri all’epoca si era autoaccusato del delitto.

Una cofessione che non ha convinto nessuno

Per lui si erano aperte le porte del carcere, tuttavia la sua fulminea e rapida confessione non aveva del tutto convinto gli inquirenti del caso, altre persone all’ombra di Sarah si muovevano, Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri.

I contorni della vicenda poco chiari parlano di un delitto maturato nelle mura di casa, una sorta di patto tacito tra familiari, come se tutto fosse stato deciso e pianificato da prima, se così non è stato tutto si è giocato in pochi attimi.

Gli attimi nei quali una ragazza Sabrina Misseri grazie alla complicità della madre Cosima ha ucciso Sarah Scazzi, trovata strangolata in un pozzo, questo accadeva il 26 agosto del 2010 e dopo varie ritrattazioni di Michele Misseri, nel mirino degli inquirenti sono finiti madre e figlia.

Siamo all’ultimo atto

Ora dopo due anni a mezzo di carcere Sabrina attende con un po’ di speranza la sentenza, alternando momenti di cauto ottimismo ad altri di grande disperazione e abbattimento, si dichiara innocente e dice di non aver commesso il fatto.

La corte d’assise di Taranto di dovrà pronunciare proprio su questo, decidendo una volta per tutte la fine di questa vicenda, Sabrina intanto sogna una assoluzione e dichiara di voler sparire in un luogo lontano nel quale nessuno la conosca, dove poter ricominciare, poter ritornare a vivere.



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