Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:20:57

Terremoto al nord, paura e scuole chiuse


Dopo ieri la gente del nord italia avrà più paura, parlando di terremoti. Infatti nel primo pomeriggio del 27 gennaio,  si è verificata una scossa molto forte con epicentro in Emilia romagna, nei pressi di Parma: una scossa di magnitudo 5.4 della scala Richter. Il risultato è stato abbastanza evidente: grande paura e tutto bloccato in molte città del nord. Treni fermi tra Milano e Bologna e scuole chiuse almeno preventivamente fino a lunedì. Gli esperti dicono che lo sciame sismico è destinato a continuare; si parla di ulteriori scosse in arrivo. Per adesso siamo alla terza scossa nel giro di un una settimana. Ma cerchiamo di descrivere esattamente il momento in cui è avvenuta la forte scossa di terremoto: Sono le 15:30, quando all’improvviso il sismografo si impenna per circa 20 secondi.

Una scossa percepita in Toscana e regioni vicine per circa 3 secondi esatti. Fortunatamente il sisma, dicono gli esperti, è salito da sotto terra a una distanza di 60 chilometri di profondità; se invece la distanza fosse stata minima, si sarebbero sicuramente registrati danni superiori e disagi in tutta l’Emilia. Le persone fanno bene a spaventarsi per i terremoti e soprattutto per questo sisma. Infatti le statistiche ci dicono che questo evento è stato il più violento a livello sismico dopo il disastro di l’Aquila, dove il 6 aprile del 2009, venne distrutta completamente la città e si registrarono 300 morti. Se quattro anni prima era il sud a tremare di terrore, adesso sono le regioni del nord che lanciano l’allarme. Ma come si possono prevenire disastri di questo genere? Sfortunatamente non si possono prevedere con esattezza eventi sismici, quindi le uniche soluzioni restanti sono un organizzazione centralizzata e la prevenzione su larga scala (proprio come viene fatto in Giappone).

Ma vediamo un attimo come le nazioni più colpite a livello globale dai sismi cercano di difendersi da tali problematiche. In Giappone ad esempio, sono stati redatti a livello governativo 6 punti focali per la prevenzione/organizzazione contro i terremoti. Cercherò di spiegare i primi 5 punti chiave, che ritengo siano i più importanti:

  • 1)- informativa di prevenzione su larga scala (volantini,manuali, documentazione): quindi, vale  a dire un sistema informativo completo per illustrare al cittadino medio come comportarsi, quando si verificano dei fenomeni sismici molto violenti.
  • 2)- strutture preorganizzate e visibili di cartellonistica di percorsi di emergenza: ossia una valida soluzione per la maggioranza della folla in un momento di panico assoluto. E’ importante anche questo punto, proprio perchè il panico è la prima causa derivata dalla consapevolezza di non sapere che cosa fare in un momento di difficoltà.
  • 3) – pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma: L’essere ordinati in una evacuazione non è mai semplice, se le informazioni non sono chiare e dettagliate. Conoscere a fondo un regolamento puo’ generare solo effetti positivi.
  • 4) – strutture globali(abitazioni,tubature cavi elettrici) antisismici: Questo è soprattutto il punto chiave, che manca a una nazione come l’Italia. La dotazione antisismica di un edificio è fondamentale per prevenire crolli e disastri completi. Se fossimo al posto del Giappone per quanto riguarda le scosse di terremoto, a quest’ora saremmo belli e che seppelliti sotto terra.
  • 5) – kit di sopravvivenza in uffici e case: Mettiamo caso di rimanere intrappolati sotto le macerie o bloccati in una stanza per giorni e giorni. Un kit di sopravvivenza puo’ essere inutile per 364 giorni dell anno, ma puo’ anche risultare utile per salvare delle vite almeno in 1 giorno dell’anno.

Questi punti, organizzati come un semplice indice analitico, ci fanno comprendere abbastanza bene, che l’Italia ancora deve fare molta strada per prevenire disastri sismici ed essere al sicuro dai terremoti. Le scosse di questi giorni sono il campanello di allarme perfetto per prepararsi in futuro ed evitare delle tragedie.



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