Mercoledi, 26 aprile 2017 - ORE:06:11

28 Aprile: Giornata mondiale per il ricordo delle vittime dell’amianto


Ancora oggi a vent’ anni dal divieto d’ uso dell’ amianto in Italia esistono purtroppo siti pericolosi non ancora “bonificati” che causano gravi danni alla salute dei nostri figli. Ancora oggi gli strascichi di ieri si fanno sentire e, per quei lavoratori che non sono stati messi in grado di lavorare in condizioni sane, per la negligenza dei datori di lavoro, iniziano ad affiorare i primi segni della malattia.

Oggi 28 Aprile è la “Giornata mondiale per il ricordo delle vittime dell’ amianto”: un momento per ricordare quelle vittime che, alla pari dei caduti del lavoro, se ne sono andate silenziosamente ma comportando altrettanto dolore e rabbia per le proprie famiglie. Questo giorno vuol essere anche un momento per sottolineare quanti passi in avanti ci siano ancora da fare in materia.

L’ amianto in natura è un materiale molto comune e purtroppo nel secolo scorso considerato molto utile per la sua natura resistente al fuoco e a molti altri agenti chimici. Venne utilizzato principalmente per le costruzioni edilizie ma anche per componenti importanti di tubazioni, navi, automobili, cartoni, corde, plastiche, vini e farmaci. Oggi è considerato materiale cancerogeno nocivo in quasi tutti i Paesi del mondo.

E’ dimostrato che le polveri contenenti fibre d’amianto (1300 volte più sottili di un capello umano), inalate, possono portare a gravi patologie tumorali polmonari.
Non esiste con certezza una soglia di rischio al di sotto della quale non vi sia pericolo.

L’ unico rimedio appare esser la bonifica per rimozione, incapsulamento in materiale isolante o infine per confinamento.

Il primo Stato al mondo a riconoscere la natura cancerogena dell’amianto e a provvedere per un risarcimento ai lavoratori colpiti fu la Il Regno Unito nel 1930 in seguito a studi medici che dimostrarono il rapporto diretto tra utilizzo di amianto e genesi tumorale.

Persino la Germania nazista stabilì un risarcimento per i lavoratori colpiti da tumore.

Data e accertata l’elevatissima pericolosità per la salute, ogni uso del minerale è fuorilegge in Italia dal 1992. Due anni più tardi, nel 1994, l’ INAIL riconobbe la prima malattia professionale correlata all’ amianto e provvide insieme con l’ attività legislativa dello Stato a garantire, dopo accertamenti, la pensione anticipata ai lavoratori colpiti dalla malattia. Nel 2007 è stato poi istituito presso l’ INAIL un “fondo per le vittime dell’ aminato”.

Ancora oggi l’ amianto provoca 120 mila morti per tumore l’anno, soprattutto nei Paesi come Ucraina, Russia, India, Egitto, Brasile, Cina dove la produzione è ancora legale. In Italia esistono zone segnalate dal 1994 come pericolose: gran parte della Liguria con epicentro il porto di La Spezia, la Toscana con i cantieri di Livorno, gli stabilimenti di Carrara; al sud Taranto e Siracusa sede dello stabilimento Eternit.

Di fronte a questi dati non bisogna mai smettere di considerare un problema che ancora oggi investe il mondo del lavoro. La sicurezza dei lavoratori nel ventunesimo secolo prima di tutto.

(per approfondimento consultare l’ opuscolo “Amianto” sul sito dell’ ARPAT)



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