Lunedi, 21 agosto 2017 - ORE:03:05

La strage degli innocenti, accade in una scuola ebraica a Tolosa


Tragedia nazionale ”: così Nicholas Sarkozy, presidente delle repubblica francese, non ha esitato a definire ciò che è successo questa mattina nella città di Tolosa. E in effetti, tutta la Francia è sconvolta per questo rigurgito di violenza non solo antisemita, ma in generale razzista e xenofoba, che da qualche giorno assale la città d’oltralpe e che oggi ha coinvolto persino dei bambini.

Erano le 8,30 circa questa mattina e l’area di fronte alla scuola ebraica Ozar Hatorah era gremita di persone, soprattutto bambini e ragazzi, visto che l’orario coincideva con quello di apertura dell’edificio stesso. L’attentatore, un uomo vestito di nero con indosso anche un casco da motociclista, ha aperto il fuoco verso la folla all’ingresso del collegio privato sparando “contro tutto quello che aveva di fronte», come ha riferito il procuratore Michel Valet. Successivamente, in preda al proprio raptus omicida, ha anche inseguito alcuni bambini all’interno dell’istituto, per poi fuggire in sella ad uno scooter Yamaha T-Max.

Il folle, purtroppo, ha mietuto delle vittime: oltre ad un 17enne ricoverato in condizioni gravissime, sono quattro le persone uccise. Tre di queste erano bambini. L’adulto era un professore di religione trentenne, Jonathan Sandler, di cittadinanza francoisraeliana e residente a Gerusalemme; assieme a lui non ce l’hanno fatta i suoi due figli Gabriel e Arieh, rispettivamente di 3 e 6 anni. Il quarto e ultimo cadavere appartiene invece a Miriam, bambina di 8 anni e figlia proprio del direttore dell’istituto scolastico. I tre piccoli si trovavano lì non perchè frequentassero il collegio, ma per prendere lo scuolabus che li avrebbe portati alla scuola elementare ebraica di Gan-Rachi, anch’essa localizzata nel quartiere residenziale di La Roseraie.

Immediate le reazioni in Francia, sede della piu’ grande comunità ebraica d’Europa (500.000-700.000 membri ), ma non solo. Come scritto sopra, Sarkozy è subito intervenuto, annunciando inoltre un minuto di

silenzio, domani, in tutte le scuole e annullando, così come ha fatto lo sfidante socialista François Hollande, ogni appuntamento riguardante la campagna elettorale per la Presidenza della repubblica. Altri membri dell’esecutivo hanno rilasciato dichiarazioni sull’avvenuto: il ministro degli Interni, Claude Gueant, ha annunciato un rafforzamento della sorveglianza davanti a tutte le scuole ebraiche del Paese; Gérard Longuet, ministro della Difesa, ha invece affermato che “con tutta probabilità si tratta di un pazzo, di qualcuno pronto a tutto, è follia”. Ferme condanne anche da Israele, che con il portavoce del ministro degli Esteri ha chiesto che venga fatta al più presto giustizia, e dal presidente della Commissione europea Barroso.

L’attentato, nonostante forze di polizia e inquirenti non abbiano confermato, si pensa che sia collegato ad altri omicidi di parà compiuti di recente sempre nella zona di Tolosa. Proprio qui, infatti, l’11 marzo un soldato francese è stato ucciso da un uomo in motocicletta con una calibro 45. Pochi giorni più tardi, nella vicina Montauban, è toccato invece ad altri tre parà: uno di origini caraibiche, due di fede musulmana, tutti e tre morti. Le modalità dell’agguato sono state le medesime: uomo vestito di nero, che spara con la stessa pistola e scappa in moto.

E’ stato il ritrovamento presso rue Dalou di bossoli di due armi diverse, di cui una collegabile a quella dei precedenti delitti, a far subito saltare alla mente degli investigatori una possibile matrice comune. Oltre a questo indizio, pesano il modus operandi con cui l’assassino ha agito, ma anche il fatto che fra le vittime vi siano ebrei, musulmani e una persona di origini non francesi. Da alcune prime indiscrezioni, pare che ci sia una pista che porta a gruppi neonazisti; il quotidiano francese Le Point riferisce infatti che nel 2008 un gruppo di parà era stato espulso dalla caserma di Montauban perché ritenuti vicini a gruppi di estrema destra. Ciò potrebbe spiegare come mai proprio quelle vittime e il modo, certamente proprio di persone esperte in fatti violenti, con cui sono state commesse queste stragi.



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