Giovedi, 22 giugno 2017 - ORE:01:56

Legambiente: Lombardia record inquinamento


Ormai è chiaro a tutti. Non bastava avere il debito pubblico più alto d’europa, adesso in Italia cominciamo a indebitarci anche sul quantitativo di aria respirabile. A oggi il 67 per cento dei capoluoghi di provincia non ha rispettato il limite consentito di superamenti, pari a 35 giorni di soglia annuale delle Pm10. Legambiente boccia su tutta la linea l’operato di ben 8 capoluoghi lombardi ( su un totale di 12) , colpevoli di aver valicato il limite consentito da un minimo di 40 giorni a picchi di 131 giorni. Tra questi si possono citare i nomi di Monza, Brescia, Cremona, Mantova, Pavia, Bergamo e Lodi.

Tutto questo sta a significare, secondo la denuncia di Legambiente, che su ogni cittadino dei capoluoghi fuorilegge pesa un debito sull’aria respirabile, risanabile nei peggiori dei casi oltre i 2 anni. Non solo polveri sottili, ma nel 2011 sono stati riscontrati peggioramenti dei livelli di ozono sulla maggior parte dei capoluoghi lombardi.

Per chi non lo sapesse, Legambiente è un’associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà del 1970. E’ un organizzazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territori. Come magigori impegni ricordiamo l’appogio nel disastro di Cernobyl e la mobilitazione contro le Ecomafie. Tornando alle denunce attuali, nell’ultimo rapporto di Legambiente emerge che il dato più allarmante di tutto il sistema ambiente italiano riguarda i drammatici livelli di inquinamento registrati in tutta la Pianura Padana. In città come  Cremona e Verona lo smog ha tolto ai cittadini fino a due mesi di aria respirabile rispetto al 2010.

Maglia nera a Milano per le peggiori condizioni dell’aria per tutto l’ambito nazionale e cigno nero anche al Sindaco Alemanno che fa registrare nella capitale ad oggi un raddoppiamento dell’inquinamento rispetto all’anno precedente.

Da parte del governo, Legambiente si aspetta provvedimenti e messe a norma dell’intero sistema in base al Piano nazionale, profetizzato dal nuovo ministro dell’Ambiente Corrado Clini (ma che ancora si fa attendere), e guarda con ottimismo la recente messa in opera dell’Area C a Milano, commentando che pur non essendo le automobili la sola materia inquinante delle città italiane, non fare niente sarebbe comunque la peggiore delle soluzioni.

Ma vediamo quali sono le proposte concrete di Legambiente per risollevare l’ambiente italiano:

  • una conversione ecologica di alcuni settori, incentivando la sostenibilità ambientale e disincentivando le pratiche più inquinanti
  • l’introduzione di strumenti patrimoniali e tariffari in settori dove la conversione ecologica porterebbe molti vantaggi, non solo sul piano economico ma anche su quello ambientale.
  • modifica del sistema con cui si prelevano e si pagano allo Stato le risorse naturali
  • unificare la tassazione delle rendite finanziarie


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