Domenica, 25 giugno 2017 - ORE:22:40

Tir in rivolta, ad Asti muore un manifestante


La situazione dei trasporti è critica. Le autostrade sono bloccate, colpite principalmente la Sicilia (da dove è partito lo sciopero) e  la Campania nel Sud d’Italia, al Nord Lombardia e Piemonte. La protesta tuttavia non si arresta a quelle regioni sole, si diffonde a macchia d’olio e senza alcun preavviso, infatti  i blocchi di Tir si creano spontaneamente, soprattutto alle uscite dei caselli autostradali.

Ma vediamo le cause principali che hanno portato a questo drammatico provvediamento: il sindacato di categoria, Trasportounito fiap, ha dato avvio allo sciopero per chiedere al governo Monti 1) Garanzie sul recupero delle spese per i pedaggi autostradali; 2) Rimborso spese di gasolio e benzina il cui prezzo in questi giorni è salito alle stelle; 3) Controlli sugli irregolari; 4) Calmiere sul prezzo delle assicurazioni e dell’ Irpef ( imposta sul reddito delle persone fisse, ossia l’aliquota da pagare allo Stato in base al proprio reddito). Le proposte rivendicate a gran voce dagli autotrasportatori sono però già state accolte dal Governo e già nell’ambito delle imprese e dei sindacati erano state discusse. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ricorda che l’11 Gennaio scorso le richieste avevano ottenuto la promessa di un concreto ed immediato impegno da parte del Governo, dunque ” non si giustificano le gravi azioni di blocco che tuttora persistono”.

Lo stesso presidente dell’autorità di garanzia sugli scioperi Roberto Alesse ha dichiarato i blocchi inaccettabili, infatti essi arrivano a violare i diritti dei cittadini e dunque l’Authority potrebbe avviare una giornata di procedimento contro gli autortasportatori. Non manca lo scontro tra i sindacati, Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, parla di una grande adesione superiore ad ogni aspettativa, una battaglia per la sopravvivenza contro la crisi,ma non sono d’accordo Fita Cna( Autotrasportatori Confartigianato) e Anita (autotrasportatori Confindustria) che denunciano atti vandalici e azioni di violenza ingiustificati.

Confindustria ha chiesto al Govern0 Monti “ripristinare immediatamente la normalità dei trasporti stradali. Un fermo dei servizi non può trasformarsi in blocchi illegali, che impediscono alle imprese di poter svolgere liberamente le proprie attività e ai cittadini di circolare sulla rete stradale”. Dunque sembra che l’opinione pubblica sia estremamente discordante;  una rivolta di tale portata ha delle ripercussioni di cui già da ieri tutta Italia ha avvertito la gravità, file interminabili alle pompe di benzina che rischiano di rimanere senza carburante, la vendita a nero della benzina schizza a due euro e mezzo al litro, milioni di euro di prodotti alimentari deperibili andati in malora perchè rimasti all’interno dei tir, beni di consumo come latte, carne e verdura cominciano a scarseggiare nei supermercati, rischi anche di effetti speculativi sui prodotti.

Mugnai e agricoltori lanciano l’allarme cibo, già in Sicilia il settore agricolo ha avuto un crollo per 60 milioni di euro mettendo in ginocchio l’economia regionale, se l’equilibrio non fosse ripristinato entro 48 ore pane e pasta sarebbero a rischio.

All’alba di oggi lo sciopero ha raggiunto conseguenze estreme, un uomo di 45 anni è stato investito da un tir alla cui guida si trovava una camionista tedesca che non partecipava alla manifestazione. L’episodio è avvenuto dei pressi di Asti ovest, la donna era da poco ripartita dopo lo stop notturno ed ha investito accidentalmente il manifestante Massimo Crepadi, deceduto subito dopo il colpo.

La protesta dovrebbe avere il suo termine per Venerdì 27 Gennaio, ma diamo uno sguardo agli scioperi in programma in tutta italia:

  • Sciopero Tir: fino al 27 gennaio,ma ci sono probabilità che gli scioperi continuino nei giorni a seguire.
  • Sciopero benzinai: 10 giorni, da annunciare la data d’inizio.
  • Sciopero dei treni: 26 – 27 gennaio.
  • Sciopero dei tassisti: oggi 24 gennaio, da annunciare nuova data.
  • Sciopero farmacisti: da annunciare.

Per l’Italia si profila un Gennaio molto ”caldo”.



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