Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:22:42

È morto Antonio Manganelli


manganelli

Il capo della polizia è stato un uomo di spicco nella lotta alla mafia

Il capo della Polizia Antonio Manganelli è morto. Avellinese, classe 1950, era stato nominato capo della polizia nel 2007 dal governo Prodi. Lo scorso 24 febbraio il prefetto era stato ricoverato d’urgenza nell’ospedale San Giovanni di Roma dove era stato sottoposto a un’operazione chirurgica per la rimozione di un edema, conseguenza di un’emorragia cerebrale. Manganelli aveva avuto un tumore e si era curato negli Stati Uniti, ma prima del ricovero la sua situazione clinica era di nuovo peggiorata.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli, Manganelli si era specializzato in Criminologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Modena. Dagli anni ’70 ha operato costantemente nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima ed in quello antimafia poi.

Nella sua lunga carriera ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, a cominciare da Giovanni Falcone, dei quali è diventato negli anni un punto di riferimento, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose.

Una carriera luminosa

Manganelli ha anche diretto il Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed è stato questore di Palermo e di Napoli. Nel 2000 è stato nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di 1° classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Dal 3 dicembre 2001 è stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie. Il 25 giugno 2007 il Consiglio dei ministri lo aveva nominato Capo della Polizia.

Appreso della morte di Manganelli, il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha fatto impeditamente pervenire le sue condoglianze al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, chiedendole di rappresentare prontamente alla famiglia del prefetto “i suoi sentimenti di solidarietà e all’intera amministrazione della Pubblica Sicurezza il suo partecipe cordoglio”. Dal canto suo, la responsabile del Viminale ha ricordato che il capo della polizia “era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità morali”.



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